Biomassa legnosa, la rinnovabile per eccellenza

Legna, cippato o pellet: la produzione del calore da biomassa coniuga risparmio ed efficienza energetica valorizzando la più antica delle energie rinnovabili


Tra le fonti di energia che contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico e che rispondono ai target di riduzione di emissioni inquinanti e decarbonizzazione, l’Unione europea annovera anche la produzione di calore da biomassa legnosa.

Il nuovo target fissato al 32% di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili entro 2030 risulta quindi più raggiungibile anche grazie a questa risorsa disponibile in grande quantità che, grazie all’innovazione tecnologica, inquina meno delle fonti fossili.

Una fonte eco-friendly, tanti vantaggi
Il riscaldamento da biomassa legnosa conviene per diversi motivi di natura economica e ambientale. Ecco perché vale la pena investire in questa tecnologia, sia per il settore residenziale sia per il mondo industriale o commerciale:

• maggiore disponibilità in natura, soprattutto sul territorio italiano;
• valorizzazione di una risorsa altrimenti inutilizzata (es. scarti lavorazione del legno o potature);
• programmabilità in base alle esigenze della rete, a differenza delle altre rinnovabili;
• risparmio economico rispetto a gasolio o gas;
• incentivi governativi a supporto dell’installazione;
• sensibile riduzione della bolletta energetica;
• riduzione della dipendenza del nostro Paese da fonti fossili importate.

Si sente spesso parlare di inquinamento atmosferico generato da automobili e riscaldamento. L’unione tra innovazione tecnologica e fonti rinnovabili va in questa direzione.

Vale anche per gli impianti a biomassa legnosa?
Certamente sì, per i sistemi di ultima generazione, nei quali le emissioni provenienti dalla combustione vengono trattate prima di essere immesse in atmosfera. La biomassa legnosa rilascia infatti alcuni elementi nocivi, ma i loro livelli quantità e tossicità dipendono dalla qualità della legna e dal processo di combustione.
L’evoluzione tecnologica quindi fa la differenza, grazie a sistemi di regolazione della combustione, filtrazione e recupero dei fumi.

Più lavoro con la biomassa
Riscaldare attraverso biomasse quali residui forestali, agricoli e delle lavorazioni del legno, contribuisce a tenere puliti boschi e terreni e crea nuovi posti di lavoro. Un positivo riflesso sull’occupazione che, soprattutto nelle zone rurali, si somma alla minore dipendenza energetica dai paesi produttori di combustibili fossili.


In particolare, le ricadute socio-economiche della diffusione di impianti a biomassa si collocano in tre livelli di impatto:


• diretto: dato da progettazione, costruzione dell’impianto, ciclo di vita (manutenzione inclusa) e numero di occupati direttamente impiegati;
• indiretto: creato dai settori fornitori a monte e a valle della filiera (cippato, trasportatori, erogatori di servizi, ecc.);
• indotto: riguarda il circolo virtuoso della filiera nazionale che attiva nuovi processi produttivi coniugando domanda e offerta di rinnovabili da risorse legnose.


Le grandi potenzialità di questa fonte rinnovabile saranno protagoniste della nuova edizione di BIE – Biomass Innovation Expo (FieraMilano, 17-20 marzo 2020). Quattro giorni di esposizione, convegni e approfondimenti dedicati all’intera filiera della biomassa legnosa.